E’ tempo di elezioni, si diceva, a Bayranum. I tempi stringono e le liste si moltiplicano. Il toto Sindcaco non cessa e sempre più nomi si presentano e si buttano nella mischia.
Nuovi nomi vengono scoperti, inseriti e poi bruciati. I mestieranti della politica, ormai solo di sinistra, muovono i pezzi come in una partita a scacchi. Promettono, tolgono, propongono, mischiano le carte. Mischiano le carte facendo leva sui poveri di spirito, promettendo poltrone agognate e posti sospirati.
Tutti vogliono esserci a spartire la torta, tutti vogliono avere la poltrona. Nessuno gioca per Bayranum. Non hanno miai giocato per Bayranum i “vecchi”, non giocano per Bayranum i “nuovi”. I guelfi e ghibellini dei poveri. Si caratterizzano per positivi i “nuovi”, vengono etichettati come negativi i “vecchi.
Basta essere “nuovo” e vinci le elezioni. Questo sembra il loro credo. Il nuovo è nuovo, dunque positivo, il vecchio è vecchio dunque negativo. Logica potente e vincente.
Sorridiamo. Io dico ai nuovi, dove eravate quando i vecchi diventavano “vecchi” e che pur erano nuovi prima di diventare vecchi. Alcuni diventando stravecchi in giovane età.
Tutti parlano di impegno civile per risollevare Bayranum, ma stranamente ne parlano 2 mesi prima delle elezioni. Poi nasce spontaneo l’oblio. Tutti pensano o dicono di pensare, riportando pensieri altrui, mai meditati e veramente assimilati.
Bisogna salvare Bayranum, questo il sentimento comune. Fra tre mesi tutti a pensare a come acquistare la casa al mare o in montagna, l’auto di lusso, l’ultimo modello del telefonino da regalare all’amata di turno.
Salvare Bayranum con questi guelfi e ghibellini è impossibile. Mentre è possibile, e lo sanno bene, scambiare i pantaloni da riempire. In fondo, giocano al “Vinci le elezioni” come al gioco del Lotto. Una carambola, un numeretto, un gioco di sponda e vai. Vinci le elezioni e sei felice.
Nessun piano organico e organizzato. Un programma dell’ultima ora scopiazzato da non so dove e proposto da chissà quale mente infernale. Punti in comune e obbiettivi similari.
Niente di più. Sarebbe troppo per impararlo a memoria e recitarlo a “teatro”.
Illusionisti dell’ultimo ora, gaffeur della più bell’acqua, “pensatori”, creatori son riuniti nel “Colosseo” a contendersi l’agognata vittoria. Il loro posto al sole.
Poi l’oblio, il torpore, Morfeo, il letargo. Solo la “fame” resta e aumenta a dismisura.
Povero Bayranum!
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I contendenti non sono all’altezza della situazione. Nessuno è capace per il semplice fatto che non lo ha mai dimostrato. Tutti hanno il desiderio di sentirsi più bravi e più capaci, ma resta un desiderio e non un fatto.
Il mio sindaco è uno che dimostra di essere capace in qualche campo non inquinabile con la politica. Non mi basta il dottore in carriera, l’avvocato di grido, il professore di turno, l’illusionista di turno. Non mi basta per il semplice fatto che è noto come si raggiunge l’apoteosi senza il minimo sforzo. Il mio sindaco viene dal popolo ed è per il popolo. Il mio sindaco può essere qualsiasi persona che dimostra di saper fare e di volerlo fare con coscienza.
Come nasce un sindaco vero in un paese martoriato come Bayranum? Intanto, non si sente sindaco apriori, per partito preso, per rango familiare, per presunta capacità sbandierata a tutti i livelli ma solo due mesi prima delle elezioni. Un sindaco vero conquista la nomina sul campo, lavorando per il paese in nome di quell’impegno civile che tutti son pronti a sbandierare ma solo per 60 giorni ogni 5 anni.
Il sindaco vero scende in campo oggi per essere eletto domani, lavora oggi per essere sindaco tra 5 anni. Il sindcao vero diventa sindaco per acclamazione e non per scacco alla Regina ad opera di fantomatici giocatori sinistrorsi. Diventa sindaco perchè lo merita sul campo e non perchè aumenta la paga, dispensa vacanze, o interviene con interventi dell’ultima ora.
Il mio sindaco è chi risolve i problemi. I papabili si mettano in lizza e non in lista. Si mettano in lizza oggi per essere in lista domani. Così i loro desideri diventeranno realtà e anche il popolo di Bayranum vincerà le elezioni.