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Il
sommo filosofo e
matematico Leibnitz
scrisse un giorno: <<
La musica è un
occulto esercizio
aritmetico dell'anima
nostra inconsapevole di
numerare>>.
Il legame fra la musica
e la matematica in
generale, infatti, è
molto intimo. Vi basti
sapere, per ora, che ad
ogni nota musicale
corrisponde un ben
determinato numero: il
numero delle vibrazioni
al secondo, cioè la
frequenza del corpo
che emette quel suono;
ad ogni accordo
(insieme di due note che
dà una sensazione
gradevole) corrisponde
un ben determinato
rapporto numerico: il
rapporto delle frequenze
di quelle due note.
Ma la musica non è solo
aritmetica. Essa è anche
geometria.
I diapason sono dei
semplici strumenti, a
forma di U, che,
vibrando, emettono una
nota musicale.
Consideriamone ora due,
disposti uno
orizzontalmente e
l'altro verticalmente,
su ciascuno dei quali è
attaccato uno
specchietto e facciamo
in modo che un raggio
luminoso si rifletta
successivamente sui due
specchietti e vada poi a
colpire uno schermo,
formando un punto
luminoso se i due
diapason non emettono
alcun suono e quindi non
vibrano. Se i due
diapason emettono una
stessa nota ( cioè hanno
uguali le frequenze, il
cui rapporto è quindi
1:1) sullo schermo si
forma, a seconda che
siano o meno verificate
altre particolari
condizioni, una
circonferenza luminosa
oppure una ellisse, che
può essere più
schiacciata, fino a
diventare un segmento
(curve della prima
colonna ).
Se i due diapason
emettono due note il
rapporto delle cui
frequenze sia 1:2, si
hanno le curve
rappresentate nella
seconda colonna. Altre
ancora si possono
ottenere considerando
altri valori di quel
rapporto. Queste
bellissime curve, di cui
sono alcune fra le più
semplici sono
rappresentate in figura,
si chiamano curve di
Lissajous, dal nome
del fisico francese che
se ne occupò. Esse
possono ben considerarsi
l'espressione geometrica
dell'armonia musicale.
Testo e foto sono tratte
da "Geometria per gli
Istituti Magistrali"
Ugo Russo - Federico &
Ardia - Na - 1971 |