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Il francese Pierre de Fermat
(1601-1665), avvocato di professione e matematico per
diletto, leggendo
la "Aritmetica" di Diofanto, scrisse* sul margine di una
pagina di poter dimostrare il seguente teorema:
L'equazione diofantea:
xn + yn
= zn, "n
> 2
non ammette soluzioni intere
non banali.*
Tale teorema è passato alla storia come il "grande teorema
di Fermat" o anche come l'ultimo teorema di Fermat", volendo
intendere con quest'ultima locuzione che è l'ultimo dei
teoremi enunciati da Fermat e di cui ancora non si possiede
una dimostrazione. Molti fra i più grandi matematici hanno lavorato
intensamente a questo problema e sono stati trovati molti
valori di n per cui la congettura - oggi teorema**
- di Fermat è
vera. Il caso n = 4 venne risolto indipendentemente da Eulero,
Fermat, e Leibniz. Il caso n = 3 fu risolto da Eulero,
Legendre e Dirichlet sistemarono il caso n = 5, Lamè sistemò
il caso n = 7. Nel 1980 si era riuscito a dimostrare che la
congettura era vera per n minore di 125000. Un modo nuovo di dimostrare la congettura (oggi teorema) fu
l'approccio di Kummer, il qual credette di aver dimostrato
il teorema, ma fu smentito da Dirichlet. Il lavoro
innovativo di Kummer, svolto in seguito alla smentita di
Dirichlet, lo portò a creare l'aritmetica degli ideali,
mediante la quale è stato provato che la congettura di Fermat è vera per tutti i primi dispari minori o uguali a
4001.
Molti gli addetti ai
lavori che hanno erroneamente creduto di aver
dimostrato il grande teorema di Fermat, e tra questi
è addirittura da annoverare Cauchy.
Da ricordare anche che per dimostrare il teorema
basta provare che sia vero per n = 4 (già provato) e
per ogni primo maggiore di 2.
Inoltre, una soluzione
intera
e non banale si dice primitiva quando il massimo comune
divisore tra
x0, y0,
z0 è 1, e ricercare
tali soluzioni equivale a ricercare quelle non non banali.***
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Oggi, studiosi e dilettanti, cercano di trovare una
dimostrazione del grande teorema di Fermat, basata
sulle nozioni matematiche note ai tempi di Fermat. L'annuncio da parte del giornale russo Novaya Gazeta che un certo
prof. A. Ilin, avesse dimostrato il Teorema di Fermat in
tre righe e basandosi sul teorema di Pitagora ha
suscitato un nuovo interesse e messo in subbuglio
appassionati, dilettanti e professionisti. Riportiamo qui, alcune dimostrazioni, reperibili in
rete o inviateci direttamente dai loro autori:
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Dimostrazione di Andrea Ossicini
-
Dimostrazione di Enzo Bonacci
-
(Novità:
Questa dimostrazione è al vaglio di matematici finlandesi ed inglesi
(Cambridge)) Vai alla pagina di
Enzo Bonacci
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Dimostrazione di Armando Pannella
-
Dimostrazione di Bono
-
Osservazione e dimostrazione di G. Imbalzano
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Dimostrazione di A. Ilin
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Dimostrazione di Eugenio Di Salvatore
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*Fermat: << Dividere un
cubo in due cubi, o in generale una potenza n-esima
in due potenze n-esime, è impossibile se n è
maggiore di 2: ho trovato una dimostrazione
veramente notevole di ciò, ma il margine
troppo ristretto per contenerla.>> Ricordiamo che sono terne banali quelle del tipo (t0,
0, t0), (0, t0,
t0)
**Nel 1994 A. Wiles,
matematico americano, annuncio di aver dimostrato
tale teorema, e successivamente, dopo aver corretto
un errore inziale grazie al contributo di Taylor, la
dimostrazione è stata accettata dalla comunità
scientifica. La dimostrazione di Wiles però
utilizza nozioni matematiche che erano sconosciute
ai tempi di Fermat. [Vedi:
L'ultimo Teorema di Fermat, Simon Singh, -
Rizzoli ]
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Dimostrazione Ammettiamo, dunque, che le equazioni diofantee
x4 + y4
= z4 e xp + yp
= zp,
con p primo, maggiore
di 2, siano prive di soluzioni non banali. Allora, per n, possono aversi due casi:
n = 2h, con 2
£
h,
oppure n = ph, h
intero
Nel primo caso, se
l'equazione xn + yn
= zn avesse soluzione non banale
la terna non banale

sarebbe soluzione
dell'equazione x4 + y4
= z4 , il che è contro l'ipotesi. Nel secondo caso, se se l'equazione xn + yn
= zn avesse soluzione non banale ,
allora la terna non banale

sarebbe soluzione
dell'equazione xp + yp
= zp, il che è contro l'ipotesi.
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