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| Lotto e superenalotto .... giocare per vincere?! - Giulio D. Broccoli | |
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Un gioco aleatorio si dice equo se:
ove g è il guadagno che si ottiene
sapendo che la probabilità favorevole è p e quella contraria
In teoria giocando per 18 volte l’estratto semplice dovremmo vincere una sola volta e perdere 17 volte. Pertanto, visto che lo Stato paga soltanto 11,5 euro si evince che il gioco è totalmente a favore dello Stato e non equo.
Nel caso del terno, per fare un altro esempio, le cose vanno ancora peggio. Infatti, sempre puntando 1 euro si dovrebbero guadagnare, in caso di vincita, circa 11747 euro, mentre lo Stato paga soltanto 4250 euro, trattenendo per spese di gestione 7497 euro. In sostanza, nel caso dell’ambata la percentuale trattenuta dallo Stato è circa del 33%, mentre nel caso del terno è circa il 61% .
Quindi la perdita è quasi sicura, e quando per fortuna si vince lo Stato non paga adeguatamente[1]. In sostanza lo Stato vince sempre. [1] L’unica cosa a favore del giocatore, ma solo fino ad un certo punto, nel gioco del Lotto è il sistema di estrazione dei numeri, come abbiamo già detto.
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