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La definizione di limite
giocando a bocce.
Immagina, Ida, d’avere due oggetti A e B (ad esempio due bocce)
posti ad una distanza, non nulla, tra loro che però non conosci.
Ebbene, immagina di voler stabilire quanto vicino stanno i due
oggetti e di non avere a disposizione un metro.
Allora come puoi fare?
Puoi fare così: prendi un rametto da una pianta, lo pulisci, e lo
interponi tra le due bocce, proprio come fanno i nostri nonni quando
si dilettano a giocare a bocce nei giardini pubblici o nelle strade
di campagna.
A questo punto, se il rametto è più lungo della distanza tra le due
bocce allora vuol dire che devi accorciare un po’ il rametto.
Lo accorci, ad occhio, e riprovi; se il rametto è ancora più lungo,
vuol dire che le bocce stanno ancora più vicino di quanto pensavi.
Allora, vuol dire che devi accorciare ancora il rametto; lo fai e
provi a misurare … e scopri che ancora una volta le bocce stanno più
vicine.
Insomma, così continuando, continui ad accorciare il rametto e
continui a vedere che le due bocce stanno più vicine di quanto ti
indica il rametto.
Che cosa puoi concludere?
Penso che sia ovvio affermare che le due bocce stanno tanto vicine
quasi da sovrapporsi l'una sull'altra; però, la distanza tra le
bocce A e B non è zero (lo abbiamo detto all’inizio), e quindi
possono stare vicinissime, ma mai l'una sull'altra.
In sostanza, sappiamo che A e B stanno a distanza non nulla, cioè
non stanno l’una sull’altra, però sperimentiamo ( con il rametto )
che questa distanza è sempre più piccola di qualsiasi rametto.
Quando siamo di fronte ad un fenomeno di questo tipo diciamo che A e
B tendono a stare l'uno sull'altro o che la loro distanza tende a
zero.
Prendiamo ora la definizione di limite di una successione in forma
matematica e cerchiamo di interpretarla in base all’esempio fatto al
fine di far comprendere il significato dei simboli e dei concetti
che intervengono in tale definizione. Essendo, l’esempio delle
bocce, relativo al mondo reale ed essendo una definizione matematica
un concetto a-stratto si richiederà un po’ di “fantasia”.
DEFINIZIONE .-
Si
dice che la successione {an } tende ad a se
per ogni e
> 0 esiste un indice n (naturale) tale che per ogni k > n si abbia |
an
- a | < e
Ebbene,
e
è il nostro rametto di prova e dire “per ogni
e
> 0” equivale a dire che possiamo accorciare (e quindi scegliere) il
rametto a nostro piacere senza mai eliminarlo del tutto; an
è l’oggetto idealizzato con A ed a l’oggetto B, il pedice
n di an sta ad indicare le infinite variazioni
di posizione di A; |
an - a
| <
e
indica il fatto che la distanza tra le due bocce è sempre più
piccola del rametto che scelgo di volta in volta (dopo averlo
accorciato nella speranza di trovare un rametto più piccolo della
distanza tra A e B)
L’indice n
e la scritta “ogni k > n”
sta ad indicare che per vedere se i due oggetti A e B sono l’uno
sull’altro posso iniziare a farlo da un certo punto in poi.

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