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Avete per caso mai visto un muratore che sia diventato tale il primo
giorno di lavoro? o un ragazzo di bottega che al primo giorno di
lavoro incomincia ad essere un fine falegname? No. No, sicuramente no.
Avete mai visto uno studente di musica che suoni alla perfezione la
prima volta che prende uno strumento musicale in mano? Avete mai visto un ragazzo che al primo tentativo riesce a superare
un quadro di un videogioco (non noto)? No. Sicuramente, no. La nostra mente è fatta per imparare, per imparare poco a poco e
poi…con il tempo riesce a fare di tutto. Io non ho mai trovato una sola persona che non capisse di
matematica. Nemmeno una. Ho trovato invece tantissime persone che
hanno paura della matematica, ho trovato tantissime persone confuse
sul significato di concetti matematici elementari. Questa confusione, unita alla vergogna di sembrare stupidi, genera
ulteriore confusione su altri concetti matematici e di conseguenza
sempre più paura della matematica. Invece, secondo me, nessuno è stupido e tutti possono superare la
paura della matematica con il tempo, con esempi opportuni e con un
insegnamento adatto ai propri tempi. Ognuno di noi ha i propri tempi d’apprendimento e le proprie
modalità. Ho sperimentato, tantissime volte, che a seconda del mio modo di
presentare le cose chi mi ascoltava riusciva a capire in un attimo o
sembrava scivolare sulle mie parole (concetti) senza riuscire ad
afferrarne il senso e la logica. Spesso invito i miei interlocutori a porre delle domande “stupide”
(secondo loro) su concetti di matematica appena spiegati. Infatti, così si riesce a “penetrare” nella mente di chi ci ascolta,
così si riesce a capire il grado della loro confusione mentale sugli
argomenti di matematica, e si può, se si vuole, chiarire i concetti
presentati con altri esempi e con altre parole più adatte a chi
ascolta. Spesso, conviene, non essere rigorosi al primo passo di una
spiegazione, lasciando nascere, nell’interlocutore, l’esigenza di
condizioni più restrittive (di una data definizione) con un esempio
ad hoc. Tutti noi abbiamo sperimentato che per molte persone la divisione
per zero è perfettamente lecita con risultato zero. Ma tutte queste persone rimangono bloccate se gli dai quattro penne
e gli chiedi di divederle a zero persone. Tutte mi hanno risposto (spesso con lo sguardo): <<ma sei imbecille,
come faccio a dividere se le persone non ci sono? A chi do le
penne?>>. Tutte queste persone, sapevano implicitamente che la divisione per
zero non si può fare, ma senza questo mio banale esempio
continuavano ad affermare: << 3 diviso zero uguale zero>>.
...continua... |