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Presento alcune
considerazioni utili per capire come ragionare per risolvere un
problema di geometria elementare. La procedura è applicabile
anche ad altri tipi di problemi elementari.
Le nozioni di base che bisogna conoscere sono, ovviamente, le
proprietà delle figure geometriche elementari (quadrato,
triangolo,... ecc.) e relative
formule dirette e inverse che permettono di calcolare l'
area e il perimetro di una figura elementare piana e solida
l'area (totale e laterale) e il volume di un solido. Vedi:
Formule
Possiamo dividere, per semplicità, i problemi in base al numero
di formule da applicare per ottenere la risoluzione:
- Problemi che si risolvono con l'applicazione di una sola
formula.
Per risolvere questo tipo di problema bisogna evincere dal
testo del problema qual è la formula da applicare.
In questo caso, il ragionamento
consiste nell'individuare la formula richiesta a partire dai
dati del problema e dalla conoscenza delle proprietà
elementari della figura in esame; la
risoluzione consiste invece nell'applicare
la formula individuata nel ragionamento,
cioè nel sostituire le grandezze date nella formula con i
numeri e fare i
conti.
E' evidente che in questo tipo di problema i dati assegnati
nel testo sono sempre sufficienti ad applicare la formula,
cioè non bisogna calcolare altre quantità.
- Problemi che si risolvono con l'applicazione di due o più
formule, collegate tra loro da un ragionamento.
Questo tipo di problema si risolve facendo un
vero e proprio ragionamento, ossia scrivendo una serie di
formule collegate tra loro e che conducono alla risoluzione.
Il ragionamento inizia con una prima formula da applicare che
si evince dal testo del problema e può continuare anche
utilizzando le proprietà della figura geometrica in esame.
Propongo alcuni esempi per spiegare meglio la tecnica di
risoluzione dei problemi suddetti. Si possono vedere anche dei
video per capire meglio
come procedere
Esempio 1. Dato il quadrato di lato
L = 10 cm, determinare l'area.
Si tratta di un problema del primo tipo, si risolve
con l'applicazione di una sola formula.
Qual è la formula da applicare? Si evince dal testo. Infatti, il
testo chiede di calcolare l'area
del quadrato. Quindi bisogna conoscere, o ricercare, la formula
dell'area del quadrato in funzione del lato (noto). Se non si
conosce tale formula il problema non si può risolvere.
La formula richiesta è:
1)
A =
L2
e capirlo è il
ragionamento elementare. Evidentemente in questo caso elementare
basta ricordarsi come si calcola l'area di un quadrato o
ricavare
la formula da un
formulario.
La risoluzione consiste nell'applicare la formula (1), cioè nel
sostituire i dati, L = 10 cm, nella formula:
A =
L2
= (10 cm)2 = 100cm2
Pertanto l'area richiesta è
uguale a 100cm2
Esempio 2. Dato
un triangolo di area A = 150
cm2
e base b = 15 cm, determinare l'altezza
h.
Il problema si risolve con l'applicazione di una sola formula.
Qual è la formula da applicare? Si evince dal testo. Infatti, il
testo chiede di calcolare l'altezza h
del triangolo. Quindi bisogna conoscere, o ricercare, la
formula che esprime l'altezza h del triangolo in funzione
dell'area A e della base b.
La formula richiesta è:
1)
h = 2A/b
e nel capirlo consiste il
ragionamento elementare. Notiamo che la formula (1) è la formula
inversa di A = (b
´ h)/2.
La risoluzione del problema consiste nell'applicare la formula
(1), cioè nel sostituire i dati, A =
100cm2
e b=15cm nella formula:
h = 2(150)/15
= 300/15 = 20cm
Pertanto l'altezza richiesta è
uguale a 20cm
Esempio 3.
Determinare l'area di un triangolo
rettangolo sapendo che l'ipotenusa è 10 cm, e il cateto minore è
6 cm.
Si tratta di un problema del
secondo tipo, che si risolve con l'applicazione di almeno
due formule.
Qual è la prima formula che devi applicare? Si evince dal testo.
Infatti, il testo chiede di calcolare
l'area del triangolo rettangolo.
La formula richiesta è:
1) A = (b
´
h)/2 = (cM
´
cm )/2
ove
cM , cm
rappresentano
rispettivamente il cateto maggiore (assunto, come è lecito, per
base) e il cateto minore (assunto come altezza relativa alla
base). Dunque il punto di partenza del nostro ragionamento è la
formula (1). Per applicare la formula (1), e dunque risolvere il
problema bisogna conoscere i due cateti.
Ora ti devi chiedere: << Conosco i due cateti?>> La risposta è
No, poiché si conosce solo il cateto minore (
cm=
6). Pertanto, il ragionamento si sposta sul cateto maggiore
cM,
ossia sulla ricerca di una formula che esprima il cateto
maggiore in funzione dei dati del problema (ipotenusa e cateto
minore). La formula richiesta è data dall'applicazione del
teorema di Pitagora, ossia:
2) cM= sqrt(i2
- cm2)
Questa formula è effettivamente
applicabile poiché si conoscono l'ipotenusa e il cateto minore (dati dal problema). Dunque il
ragionamento è finito, e si riassume nelle seguenti due formule:
|
Ragionamento |
|
1) A
= (cM
´
cm )/2
2)
cM = sqrt(i2
- cm2) |
La risoluzione del problema si
ottiene applicando in senso inverso (dall'ultima alla prima) le formule
espresse nel ragionamento. Pertanto, applicando la formula (2) si calcola il
cateto maggiore e quindi con la formula (1) l'area del triangolo
rettangolo:
|
Risoluzione |
|
2) cM
= sqrt(i2
- cm2)
= sqrt(102
- 62)=
8 cm
1) A
= (8
´
6)/2 = 24
cm2 |
Pertanto l'area richiesta è
uguale a 24cm2
...continua... |