APPENDICE A
Generalità sulle
equazioni.
La forma normale di
un’equazione in un’incognita è:
1.A] f(x) = 0
con f(x) espressione
nella variabile x ( detta incognita ).
Si dice campo di
esistenza dell’equazione [1.A] l’insieme dei valori x
tali che f(x)
Î
R, e si denota con il simbolo C.E.
Si dice soluzione
dell’equazione [1.A] ogni valore numerico c
Î
C.E. tale che f(c) = 0; se c1 , c2
, .....,cn ... sono soluzioni della
[1.A] , l’insieme:
S =

si dice insieme
soluzione della [1.A].
Risolvere un’equazione
significa determinare l’insieme soluzione.
Se S =
íÆý
la [1.A] si dice impossibile, se S ha cardinalità n si
dice determinata, se S è infinito si dice indeterminata.
In generale risulta S
Í
C.E., se però S = C. E. l’equazione è un’identità in C.E..
Due equazioni f(x) = 0 e
g(x) = 0 , definite nello stesso insieme , ed aventi
rispettivamente per insieme soluzioni S1 e S2
si dicono equivalenti se S1 = S2 .
Per indicare che le
suddette equazioni sono equivalenti si scrive:
f(x) = 0
Û
g(x) = 0
Il simbolo
Û
si legge: “ è equivalente a “.
Un’equazione si dice
algebrica se la variabile x è sottoposta solo ad
operazioni razionali o di elevamento ad esponente
fratto; trascendente se è sottoposta a operazioni
trascendenti.
Esempio 1.-
Sono algebriche le seguenti equazioni:
x + 1
= x2 + 3x, 2x - 5 = log 3 - 3x,
,
.
Esempio 2.-
Sono trascendenti le seguenti equazioni:
.
1° Principio di
equivalenza.
Siano f(x), g(x) e h(x)
tre funzioni reali definite nell’intervallo chiuso
[a,b], allora si ha :
f(x) = g(x)
Û
f(x) + h(x) = g(x) + h(x)
2° Principio di
equivalenza
Siano f(x), g(x) e h(x)
tre funzioni reali definite nell’intervallo chiuso
[a,b], con h(x)
¹
0
"
x
Î
[a,b], allora si ha: