13. Speranza matematica
a) Sia g
il guadagno di una probabile vincita ad un gioco G
qualsiasi, p la probabilità di conseguirlo, 1-
p la probabilità di perdere e x la posta
versata per partecipare al gioco G.
Il gioco G si dice equo se risulta:
1) x : g =
p : (1- p) [ o anche g p = x(1-p) ]
b) Siano T ed
S due giocatori che prendono parte ad uno stesso gioco
G, pT
e pS
le rispettive probabilità di vincere e gT
, gS
i loro rispettivi guadagni.
Il gioco tra T ed S si dice equo se:
2) pT
:
pS
= gT
: gS
Esempio 1. Un
giocatore estrae da un mazzo di 40 carte italiane una
carta e vince 270 euro se esce un asso. Quanto deve
versare affinché il gioco sia equo?
La
probabilità di estrasse un asso è p = 4/40 = 1/10; la
probabilità contraria è: 1 – p = 1 -1/10 = 9 /10.
Pertanto la posta x da pagare, calcolare in base
alla proporzione (1) è:
x : 270 = 1/10: 9/10
ossia

Per
partecipare al gioco bisogna versare 30 euro.
Esempio 2.
Lanciando un dado un giocatore vince euro 18 se esce il
6 e in caso contrario perde 6 euro. Il gioco è equo?
La
probabilità che esce il 6 è p = 1/6 e la probabilità
contraria è p = 5/6. Il gioco è equo se risulta
x : g = p : (1- p)
con
x = 6 euro e
g = 18 euro.
Visto che dalla proporzione si ricava
,
si deduce che il gioco non è equo.
Esempio 3.
Stabilire che
nel il Lotto italiano non è un gioco equo.
Ragioniamo per l’ambo, analogamente si ragiona negli
altri casi.
La probabilità di ottenere un ambo, giocando due numeri
su una sola Ruota, è p = 2/801.
La probabilità
contraria è 1 – p = 1 - 2/801 = 799/801.
Ricordato che il guadagno g, ipotizzando di
giocare 1 euro, è 250 euro, in base alla proporzione (1)
si trae che il gioco non è equo.
Infatti, si ha:
1 : 250 ≠ 2/801 :
799/801
Il
gioco sarebbe equo se lo Stato pagasse, in caso di vincita,
399,5 euro, come facilmente si vede ricavando g
dalla (1):
