3. Funzioni iniettive, suriettive e
biettive.
Una
funzione reale y = f(x), definita
in AÍ
R, si dice iniettiva se:

mentre
si dice suriettiva se:
.
Una funzione
y = f(x),
che sia iniettiva e suriettiva si
dice biettiva o invertibile; in tal caso
ha senso considerare la funzione
,
inversa di f, definita in f(A)
e a valori in A. Quindi si
scrive:
y =
f(x),
f
- 1 (y) = x
oppure:
f
: xÎA→
f(x) = y
Î
f(A)
f -1 : y
Î
f(A)
→ f -1 (y) =
xÎA

Un’applicazione biettiva di A in
B si dice anche corrispondenza
biunivoca.
Esempio 1.-
La funzione
è
biettiva in tutto l’insieme di
definizione R;
Esempio 2.- La
funzione y = sen x non è
biettiva né in tutto R, né in [0,
2π] perché
,
ma
,
cioè non è verificato che x1
≠ x2
Þ
f(x1) ≠ f(x2) .
La funzione y = sen x risulta
biettiva, cioè invertibile,
nell’intervallo [–π/2; π/2].
Esempio 3.-
La funzione y = cos x non è
biettiva in [0, 2π], ma lo è in [0; π];
Esempio 4.-
La funzione y = tg x è biettiva
solo nell’intervallo ]-π/2;π/2[ e non in
[0;2π], mentre la funzione y = cotg x
è biettiva solo nell’intervallo [0,π],
e non in [0,2π].
Esempio 5.-
Consideriamo le funzioni circolari e le
relative funzioni inverse.
La funzione seno è invertibile solo in
[–π/2; π/2]; quindi se f è la
funzione:
f : x
Î
[–π/2; π/2] → [-1; 1]