14. Massimi e minimi relativi delle funzioni derivabili.
Definizione di massimo e minimo relativi di una funzione.
Sia y = f(x) una
funzione reale definita nell’intervallo aperto (a,b).
Si dice che un punto c interno all’intervallo
(a,b) è un punto di massimo relativo per la funzione
f(x), se esiste un intorno completo H del
punto c, tale che:

per
ogni x appartenente a H.
Allo stesso modo si definisce il minimo relativo per
una funzione f(x).
Sia y = f(x) una
funzione reale definita nell’intervallo aperto (a,b).
Si dice che un punto c interno all’intervallo
(a,b) è un punto di minimo relativo per la funzione
f(x), se esiste un intorno completo H del
punto c, tale che:

per ogni x
appartenente a H.
Il punto c si dice
poi di massimo relativo proprio (minimo relativo
proprio) se
(
)
per ogni appartenente a
H distinto da c.
Il valore che la f(x)
assume in un punto di massimo o minimo relativo, si
chiama un massimo o un minimo relativo di f(x).
Osserviamo che il valore
assunto dalla funzione f(x) in un punto c
di massimo o minimo relativo, non è necessariamente il
più grande o il più piccolo valore tra quelli che essa
assume in tutto l’intervallo (a,b), ma solo il
più grande o il più piccolo fra quelli che la funzione
assume in un intorno convenientemente piccolo di c.
Pertanto, la funzione
può, nel dato intervallo, avere parecchi massimi e
minimi relativi (fig. 1)
