Cenni sulle equazioni
differenziali
Capitolo 6
1. Nozione di equazione differenziale. Generalità.
Un’equazione della forma:
1)
G(x , y , y’, y’’, ... , y n) = 0
in cui figura come
incognita una funzione y = f(x) e che stabilisca
un legame tra la variabile indipendente x, la
funzione y e le sue derivate y’, y’’,
… y(n), si dice equazione
differenziale ordinaria di ordine ennesimo.
Se la (1) è esplicitata
rispetto alla derivata di ordine n, ossia se è
scritta nella forma:
2) y
n = g(x , y , y’, y’’, ... , y n-1)
si dice forma normale di
un’equazione differenziale.
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Se n = 1
l’equazione differenziale si dice del primo ordine, se
n = 2 si dice del secondo ordine, e così via.
Per esempio l’equazione
differenziale y’+ 4xy – 2 = 0 è del 1° ordine,
mentre l’equazione
y’’ + 4y = 0 è
del 2° ordine.
Si chiama soluzione (o
integrale) di un’equazione differenziale una qualsiasi
funzione numerica y = f(x), definita in un
intervallo I di R, ivi derivabile n
volte, e che soddisfa l’equazione data, ossia
tale che:
3)
G(x , f(x) ,f’(x), f’’(x), ... , f n(x)) =
0
Il grafico della funzione
y = f(x), si chiama curva integrale
dell’equazione differenziale (1).
Per precisare il concetto
di soluzione, consideriamo la seguente semplice
equazione differenziale del 1° ordine:
y’
= f(x)
Se f(x) è una
funzione continua in un intervallo [a,b], la
relazione y’ = f(x) ci dice che la funzione y
= y(x) è una primitiva di f(x), perciò:
y(x) =
con c costante
arbitraria.
Ne segue che un’equazione
differenziale del 1° ordine ha ∞1 soluzioni,
che dipendono da una costante arbitraria, di conseguenza
sono ∞1 anche le curve integrali.
Per
le equazioni del 2° ordine del tipo:
y’’
= f(x)