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Sia allora c un punto di massimo
relativo per la funzione f(x). In base alla definizione di
massimo relativo esiste un intorno completo H di c per il quale
risulta .
Indicato allora con h un numero positivo tale che i punti c – h
ed c + h siano interni ad H, si ha:
, .
Dividiamo la prima disuguaglianza per h
e la seconda per – h, e si ha:
1)
,
2) .
Questi due rapporti incrementali (il
primo destro e il secondo sinistro), essendo la funzione
derivabile in c, esistono e sono finiti, per h che tende a
zero, e per di più sono uguali tra loro; precisamente, il valore
comune del limite dei rapporti (1) e (2) è ,
cioè la derivata della funzione f(x) nel punto c.
Passando ai limiti, per h che tende a zero, si ha anche:
,

e da queste due disuguaglianze segue che
.
Allo stesso modo si ragiona se c è un punto di minimo relativo.
Interpretazione geometrica
Dal punto di vista geometrico il teorema afferma che la tangente
ad una curva in un suo punto di massimo o minimo relativo è
parallela all’asse x (fig. 1).
Osservazione
Notiamo che non vale l’inverso del teorema, ossia non è vero che
se c è un punto tale che
allora
segue necessariamente che c è punto di massimo o di minimo
relativo.
Infatti la funzione ha
nel punto c = 0 ha derivata nulla, ma c = 0 non è un punto di
massimo o di minimo relativo (fig. 2).
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