Fiscal drag, effetto dell'inflazione
di Giulio D. Broccoli

 
L'aumento dell'inflazione ha un "curioso" effetto reale sui redditi dei cittadini e sulle imposte da pagare, oltre ad altri effetti.
Ipotizziamo che in un dato anno l'inflazione aumenti del 20% e che quindi il reddito di un cittadino X, indicizzato all'inflazione, ossia che aumenti della stessa percentuale d'inflazione, passi da 28000 a 33600 euro.
Ipotizziamo ancora a mo' di esempio che le aliquote d'imposta sui redditi siano: esenzione fino a 12000 euro annui, da 12000 a 22000 l'aliquota sia del 20%, da 22000 a 30000 l'aliquota sia del 28% e oltre 30000 sia del 33%.
Calcoliamo dunque le imposte che deve pagare il signor x nei due anni, onde verificare la diminuzione del potere d'acquisto del suo reddito.
 

Primo anno.- Reddito di 28000 euro


Imposta da pagare:

 0,20(22000-12000) + 0,28(28000-22000) =
= 0,20
10000 +0,286000 = 2000+1628 =

 = 3628 euro

Nel primo anno il reddito netto dunque di

28000 - 3628 = 24372 euro
 

Secondo anno.- Reddito di 33600
Imposta da pagare:

0,20(22000-12000) + 0,28 (30.000 - 22.000) + +33 ( 33.600 - 30.000 )=

= 0,20
10000 +0,28 8000 +333600 = 2000+2240 +1180 = 5420

Nel secondo anno il reddito netto dunque di

33600 - 5420 = 28180 euro

Ma dato che questo secondo reddito (28180) colpito da un'inflazione del 20% il suo potere di acquisto reale pari a quello di 23433 euro dell'anno precedente.
In pratica l'aumento dell'inflazione e l'esistenza degli scaglioni fiscali progressivi hanno ridotto il potere d'acquisto reale dello stipendio.
Questo fenomeno va sotto il nome di fiscal drag o drenaggio fiscale.

 

 
     


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