Gioco
dell'attaccante nella fase di attacco Il gioco d'attacco
deve essere portato con velocità ed imprevedibilità,
facendosi guidare dall'istinto e non dalla ragione.
La velocità e l'imprevedibilità disorientano il
difensore
facendogli perdere la posizione e quindi facilitano il
compito dell'attaccante.
Altre doti importanti sono la prontezza di riflessi, la
calma, nonché saper dosare le
proprie energie psico-fisiche e la capacità di sviluppare gioco a
ritmo alternato, ossia di velocizzare il gioco in fase
di attacco e renderlo un po' più lento in fase di difesa, in modo
da utilizzare il momento di difesa come una fase di
riposo fisico, ma non mentale. La concentrazione deve
essere sempre allo stesso livello, poiché ogni caduta di
concentrazione porta alla sconfitta.
L'attaccante ideale deve però possedere anche dei colpi
di gran classe e risolutori, che permettano di tenere
sotto pressione il difensore avversario; il difensore deve temere
questi colpi in ogni momento. Infatti, la paura indotta
provoca l'errore.
Un buon attaccante deve avere una media di almeno 7 gol
in una partita ad 11, possibilmente realizzati con poco
dispendio di energia.
Gioco di difesa dell'attaccante
Il gioco di difesa dell'attaccane è molto importante,
poichè aiuta il compagno difensore a chiudere tutti i
varchi possibili verso la porta. Essenzialmente consiste
in un gioco coordinato tra le parti dell'attacco e
della difesa.
Tale coordinazione permette di tenere la posizione nel
migliore dei modi, risparmiare energie psico-fisiche ed evitare quanto
più possibile gols del difensore avversario o di
fortuna.
Per espletare questa parte del gioco nel modo migliore
conviene che la coppia si accordi sulle posizioni da
tenere in campo e sulle modalità di copertura dei vari
tiri eseguibili da parte degli avversari (Vedi anche
Schema Broccoli).
Un buon attaccante deve essere, quindi, prima di tutto
un grande difensore e contemporaneamente deve saper
attaccare mentre esegue la difesa.
Un mio particolare modo di tenere la difesa come
attaccante è quello di intercettare la palla in ogni
momento e con qualsiasi giocatore del tridente avanzato
o della mediana.
L'idea è di costituire una vera è propria barriera
insormontabile formata dal tridente e dalla mediana che
ributtano indietro ogni palla passata dal difensore.
Questa tecnica di gioco somiglia al pressing nel calcio,
e incide profondamente sul morale del difensore che si
vede costretto a non poter fare gioco per se stesso o
per il suo attaccante. Se il difensore subisce questa
vera e propria "aggressione", e non la riesce a
dominare, si trova in una situazione psicologica
precaria che lo vede già perdente, perchè inerme contro
il gioco assillante dell'avversario.
La regola da seguire è: "Non lasciarlo respirare".
Il gioco è consigliabile a chi ha molte energie da
spendere e a chi è dotato di intuito e coordinazione.