"Statistica ed inflazione"


Chi non è sottoposto all’inflazione alzi la mano! Tutti, lo siamo.

Vediamo di cosa si tratta e come conviene calcolarla.

Consideriamo un impiegato statale medio, con uno stipendio netto di euro 1500 al mese.
Cosa farà con questi 1500 euro? Li utilizzerà, come è ovvio, per vivere, ossia li spenderà per i propri consumi (necessari e non necessari).

Per semplificare le cose, ipotizziamo che i consumi del nostro impiegato, signor X, siano nel 2004 proprio pari a 1500 euro mensili, come indicato nella seguente tabella.
 

Categorie di spesa

Spesa in euro

Affitto abitazione + riscaldamento

400

Trasporti (gasolio o benzina, assicurazione, bollo, eventuali biglietti di treni o bus)

250

Spese alimentari

300

Abbigliamento e accessori vari per la casa

200

Telefonia e corrente elettrica: telefono di casa 40 euro al mese, 1 ricarica da 30 euro di telefonino, internet 20 euro al mese, corrente elettrica, 40 euro al mese

110

Divertimento e vacanze (spese bar, vacanze, ecc.)

 

260

Totale

1500

 

Ebbene, cosa succede al signor X nel 2005?

Se lo stipendio rimane invariato e se i costi di ogni singola categoria (voce) non cambiano allora continuerà a fare la stessa vita, con lo stesso potere di acquisto e con gli stessi consumi.
Ma se cambiano i prezzi delle singole voci (o di una sola voce), e rimane invariato lo stipendio, il signor X sperimenterà una mancanza di soldi a fine mese, fermo restando i propri consumi. In sostanza l'inflazione (aumento dei prezzi) gli procura una perdita di potere di acquisto dello stipendio, secondo la formula riporta nell'Osservazione 1.
Pertanto, sarà indotto a tagliare i consumi (qualche voce ) o a cercare un ulteriore lavoro, per potersi permettere lo stesso standard di vita.

Lo Stato, per venire incontro al signor X, aumenta lo stipendio diciamo del 5% annuo, ossia, gli dà nel 2005 circa 75 euro mensili in più. Quindi lo stipendio del signor X è 1575 euro mensili (netti).

 

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