Passata la festa scurdato iu santo

18 Luglio 2007

“Passato la festa scurdato iu santo”, ossia “Passata la festa dimenticato il Santo”.
Anche i politicanti di Bayranum sono coerenti con questo detto antico.
E sì, passate le elezioni tutti chiudono bottega. Di sinistra o di destra che siano tutti al mare, a divertirsi e a dimenticare promesse e discorsi fatti appena qualche mese prima.
Si abbassano le serrande, si dimentica coerenza ed impegno civile dichiarato a più non posso, sbandierato in ogni momento e in ogni dove. Bravi, bravissimi: siete il massimo che la società civile di Bayranum poteva esprimere!.
La cosa più grave e che tra cinque anni sarete ancora qui, a riproporre le stesse fandonie, le stesse favolette, per i vostri spudorati interessi.
Di Bayranum, nel vostro animo e nella vostra testa, nemmeno l’ombra.
Ma perchè ci si butta in politica? Perchè due mesi prima delle elezioni si sbandierano i migliori proposititi e l’impegno civile più alto?
Il motivo è semplice e risiede nella storia di tanti policanti del passato e di oggi. Basta un’analisi superficiale per capire il motivo che spinge verso le “elezioni”.
Gente senza né arte né parte, gente senza qualità e moralità può ambire al successo, al denaro, alla riqualificazione sociale.
La prova provata di quanto si afferma è sotto gli occhi di tutti ogni giorno e in ogni paese d’Italia, di cui Bayranum rappresenta una metafora.
Signori senza lavoro che improvvisamente si muovono con mercedes e ferrari, Signori senza alfabeto che osannano libri e cultura , Signori che non riescono da sè a muovere un ago si rivestono da capitani d’industria, Signori… Signori si nasce!
Case al mare, in montagna, carriera, soldi a palate, vacanze, belle donne… questo il compenso per due mesi d’impegno. Trattasi dell’investimento più renumerativo in assoluto.
Grazie per lavorare per Noi!¼br />  

Š

L’impegno civile in tempo di elezioni a Bayranum

21 Aprile 2007

E’ tempo di elezioni, si diceva, a Bayranum. I tempi stringono e le liste si moltiplicano. Il toto Sindcaco non cessa e sempre più nomi si presentano e si buttano nella mischia.
Nuovi nomi vengono scoperti, inseriti e poi bruciati. I mestieranti della politica, ormai solo di sinistra, muovono i pezzi come in una partita a scacchi. Promettono, tolgono, propongono, mischiano le carte. Mischiano le carte facendo leva sui poveri di spirito, promettendo poltrone agognate e posti sospirati.
Tutti vogliono esserci a spartire la torta, tutti vogliono avere la poltrona. Nessuno gioca per Bayranum. Non hanno miai giocato per Bayranum i “vecchi”, non giocano per Bayranum i “nuovi”. I guelfi e ghibellini dei poveri. Si caratterizzano per positivi i “nuovi”, vengono etichettati come negativi i “vecchi.
Basta essere “nuovo” e vinci le elezioni. Questo sembra il loro credo. Il nuovo è nuovo, dunque positivo, il vecchio è vecchio dunque negativo. Logica potente e vincente.
Sorridiamo. Io dico ai nuovi, dove eravate quando i vecchi diventavano “vecchi” e che pur erano nuovi prima di diventare vecchi. Alcuni diventando stravecchi in giovane età.

Tutti parlano di impegno civile per risollevare Bayranum, ma stranamente ne parlano 2 mesi prima delle elezioni. Poi nasce spontaneo l’oblio. Tutti pensano o dicono di pensare, riportando pensieri altrui, mai meditati e veramente assimilati.
Bisogna salvare Bayranum, questo il sentimento comune. Fra tre mesi tutti a pensare a come acquistare la casa al mare o in montagna, l’auto di lusso, l’ultimo modello del telefonino da regalare all’amata di turno.
Salvare Bayranum con questi guelfi e ghibellini è impossibile. Mentre è possibile, e lo sanno bene, scambiare i pantaloni da riempire. In fondo, giocano al “Vinci le elezioni” come al gioco del Lotto. Una carambola, un numeretto, un gioco di sponda e vai. Vinci le elezioni e sei felice.
Nessun piano organico e organizzato. Un programma dell’ultima ora scopiazzato da non so dove e proposto da chissà quale mente infernale. Punti in comune e obbiettivi similari.
Niente di più. Sarebbe troppo per impararlo a memoria e recitarlo a “teatro”.

Illusionisti dell’ultimo ora, gaffeur della più bell’acqua, “pensatori”, creatori son riuniti nel “Colosseo” a contendersi l’agognata vittoria. Il loro posto al sole.
Poi l’oblio, il torpore, Morfeo, il letargo. Solo la “fame” resta e aumenta a dismisura.
Povero Bayranum!
¼br />
I contendenti non sono all’altezza della situazione. Nessuno è capace per il semplice fatto che non lo ha mai dimostrato. Tutti hanno il desiderio di sentirsi più bravi e più capaci, ma resta un desiderio e non un fatto.
Il mio sindaco è uno che dimostra di essere capace in qualche campo non inquinabile con la politica. Non mi basta il dottore in carriera, l’avvocato di grido, il professore di turno, l’illusionista di turno. Non mi basta per il semplice fatto che è noto come si raggiunge l’apoteosi senza il minimo sforzo. Il mio sindaco viene dal popolo ed è per il popolo. Il mio sindaco può essere qualsiasi persona che dimostra di saper fare e di volerlo fare con coscienza.
Come nasce un sindaco vero in un paese martoriato come Bayranum? Intanto, non si sente sindaco apriori, per partito preso, per rango familiare, per presunta capacità sbandierata a tutti i livelli ma solo due mesi prima delle elezioni. Un sindaco vero conquista la nomina sul campo, lavorando per il paese in nome di quell’impegno civile che tutti son pronti a sbandierare ma solo per 60 giorni ogni 5 anni.
Il sindaco vero scende in campo oggi per essere eletto domani, lavora oggi per essere sindaco tra 5 anni. Il sindcao vero diventa sindaco per acclamazione e non per scacco alla Regina ad opera di fantomatici giocatori sinistrorsi. Diventa sindaco perchè lo merita sul campo e non perchè aumenta la paga, dispensa vacanze, o interviene con interventi dell’ultima ora.
Il mio sindaco è chi risolve i problemi. I papabili si mettano in lizza e non in lista. Si mettano in lizza oggi per essere in lista domani. Così i loro desideri diventeranno realtà e anche il popolo di Bayranum vincerà le elezioni.

Test di intelligenza? No, grazie.

11 Marzo 2007

Hai deciso di mettere alla prova la tua intelligenza? Vuoi calcolare il tuo Q.I. ?
Lascia stare. E’ tempo perso e soldi sprecati.
Io ho provato anni fa con il libro Q.I. Nuovi Test d’Intelligenza di H. J. Eysenck, Biblioteca Universale Rizzoli e sono rimasto sconcertato per i risultati misteriosi, a dir poco.


Qualcuno sobbalzerà dalla sedia ed altri, magari, saranno d’accordo.
Io espongo il mio pensiero a riguardo dei Test d’intelligenza, quindi ognuno tragga le conclusioni che vuole.
La prima cosa, a mio avviso, è intendersi sul significato della parola intelligenza e capire se si può imparare ad essere intelligenti, o se, invece, si tratta di una facoltà della mente umana geneticamente definita e non modificabile.
In sostanza, ammesso che un individuo di 25 anni ottenga, oggi, un Q.I. di 100, otterrà in qualsiasi test successivo sempre un tale valore o valori vicini a 100?
Insomma, si può imparare ad essere intelligenti o no?
Stabilito cosa debba intendersi per intelligenza si potrà valutare cosa misurano, o tentano di misurare, i test d’intelligenza in commercio o semplicemente proposti a scopo ludico. Continua »

A cosa serve la matematica?

11 Marzo 2007

 < < A cosa serve la matematica? >>, diceva Ida. E così tanti altri.
 Io credo che la domanda corretta sia invece: esiste qualche settore in cui la matematica non serve?
 E’ evidente a tutti che non esiste settore in cui non vi sia matematica, basta andarla a cercare per vederla. Sono migliaia i libri pubblicati che cercano di mettere in luce la presenza della matematica in tutti i settori della vita quotidiana. Leggete e vedrete!
¼br />  Io voglio, invece, qui rispondere con l’affermazione che la matematica serve da sempre per la sopravvivenza e quindi serve a tutto.
 Serve a tutti, uomini ed animali.
 Si anche gli animali ne fanno uso. Eccome!
 Serve a tutti coloro che vogliono sopravvivere. Non serve, forse, ai kamikaze.
 Per capirci propongo il seguente esempio. Continua »

Imparare a leggere di matematica

11 Marzo 2007

 Vedi Ida, spesso, la matematica non si capisce perché viene insegnata male; anche se, spesso, non sappiamo leggere di matematica. Mi spiego: un conto è leggere un romanzo o un libro di storia un altro conto è leggere un libro di matematica.
 Nel corso della mia esperienza ho avuto modo di conoscere tantissime persone che dichiaravano a squarcia gola di non capire niente di matematica … e tutte presentavano lo stesso problema: non avevano capito come si legge un libro di matematica.
 Inoltre, erano stati così sfortunati, si fa per dire, di non avere mai incontrato un prof. che spiegasse come leggere di matematica.
 Quindi, possiamo affermare che la colpa, spesso, è di chi insegna la matematica; alcuni insegnanti, invece di trovare delle soluzioni originali e semplificate, tendono a pensare ai fatti propri, e, per giustificarsi del cattivo andamento della classe, alimentano concetti del tipo: “non sei portato per la matematica”, o ” non hai una mente matematica”, o anche “non ci arrivi…”… ecc.
 Queste sono sciocchezze.
 Ti posso assicurare che è molto più difficile fare un tema d’italiano, in cui si richiede un atto creativo, che risolvere un semplice esercizio di matematica. Continua »

La matematica è una livella

11 Marzo 2007

 < < Ho ragione io. Punto. >>, dice Antonio.
 < < Ma quando mai, tu non non sai quali sono i termini del problema. >>, afferma Ida.
 < < Guardate che io sono il DOTTOR DE VAYRANI, e vi dico che vi state sbagliando entrambi>>
 …
 Quante volte vi siete trovati in discussioni di vario in genere che ad un certo punto degenerano in una vera e propria lotta per l’affermazione dell’IO di qualcuno degli interlocutori?
 Sia che si parli di sport, della nazionale di calcio, dello scandalo Juventus, di politica, di Leggi, di lavoro, di scienza e tecnologia… tutti diventano grandi esperti di tutto.
 Gli interlocutori perdono di vista il valore della discussione, e trasformano il tutto in una “bagarre”. Tutti capiscono di tutto, tutti affermano il contrario di tutto.
 Molti accompagnano le proprie argomentazioni con gesti simbolici solenni e ieratici, volendo così sancire, o sottolineare, il grande valore della proprie argomentazioni; altri cercano di avere ragione ironizzando sulle argomentazioni altrui; pochi cercano di esporre argomentazioni logiche e non contraddittorie. Continua »

Hai bisogno di studiare un po’ di matematica?

11 Marzo 2007

Per stabilire se hai bisogno di studiare un po’ di matematica, puoi provare a rispondere alle seguenti elementari domande.
 Puoi rispondere alle domande con un semplice ragionamento e quasi sempre senza uso di conti e calcolatrice.
 Non è nemmeno necessario rispondere in un tempo prestabilito.
 Puoi arrivare alle risposte in vario modo: io consiglio di ispirarsi al buon senso.

1. Domanda.-
Un tale vuole recintare un terreno di forma rettangolare. Sapendo che la rete utilizzata costa 10 euro al metro lineare, cosa deve fare per sapere quanto gli costerà l’acquisto della rete necessaria a recintare tutto il terreno?

2. Domanda.-
Una vasca a forma di parallelepipedo ha per base un rettangolo avente le dimensioni di 25 cm e 10 cm. Se nella vasca vengono versati 2500 litri di acqua, a quale altezza arriverà l’acqua?

3. Domanda.-
Un salumiere compra 25 kg di salame per euro 300 e vuole guadagnare dalla vendita di ogni 100 gr di salame il 10% di quanto investito.
A quanto deve vendere un etto di salame? Continua »

Non sei portato per la matematica?

11 Marzo 2007

Non sei portato per la matematica? Così ti ha detto il prof. delle Scuole Medie o del Liceo?
Ti hanno convinto che è meglio fare l’artista o l’avvocato?
Quante volte ti sei detto “non ci capisco niente con i numeri”, oppure “sono negato in matematica”?

Ebbene, è ora che ti ribelli e che incominci a rispondere colpo su colpo a questa discriminazione.
Ti posso assicurare che erano loro, i tuoi professori, a non essere portati per l’insegnamento della matematica.
Ma da grandi attori, preferivano scaricare le colpe su di Te.
La cosa più grave è che alla fine ti hanno convinto.
Ti hanno profondamente convinto di essere negato in matematica. Ti hanno convinto di non poter capire niente che riguardi numeri, equazioni, funzioni… ecc.

Ribellati, è un tuo diritto. E’ un tuo diritto e dovere imparare la matematica. Combatti per la tua “libertà“. Continua »

Come si riconosce un matematico, senza parlare di matematica.

11 Marzo 2007

Un matematico non si può riconoscere ad occhio, bisogna conoscerlo, ascoltarlo, studiarlo. Devi conoscerlo per poterlo capire.
Un matematico non è né bello né brutto. Può essere bellissimo o bruttissimo. Un matematico non è né alto e né basso. Può essere grasso o gran bevitore, può essere astemio o un politico. Un dormiglione. Un cieco dalla nascita! Può essere nero, bianco, o indiano, o di una qualsiasi razza. Può essere ricco e benestante o poverissimo.
E’ chiaro che non tutti quelli che studiano matematica si possono definire matematici, è ovvio che non tutti i professori di matematica sono dei matematici.
Un matematico vero può esserlo un ottimo avvocato, un grande ingegnere, un fine falegname, un professore di matematica, il ragazzo con cui giochi a scacchi e che non riesci mai a battere.
Un matematico può essere la ragazza della porta accanto, può essere Miss Italia, può essere la più brutta del paese. Addirittura può essere lo scemo del villaggio. Continua »

Ciao mondo!!

6 Marzo 2007

Benvenuto nel nuovo blog di Matematica e libera ricerca!